Durante una stellata serata estiva abbiamo scelto di varcare le mura cittadine di Caggiano per andare a far visita allo chef Vitantonio Lombardo, che a capo della cucina della Locanda Severino ha conquistato la stella Michelin più a sud della Campania. Incantati dalla location storica ci siamo accomodati in una saletta intima con una finestra sullo scenario medievale di Caggiano.

Abbiamo subito capito che l’importanza della materia prima è il primo dei tre capisaldi della filosofia dello chef, e lo abbiamo intuito anche dalle lampade che puntano al centro del tavolo dando risalto ai piatti e lasciando in ombra i commensali. Espediente perfettamente riuscito poiché abbiamo notato immediatamente lo scrigno di pani rigorosamente home made della Locanda: grissini e piccolo assortimento di panini, pane ai peperoni e al carbone vegetale.

Abbiamo iniziato il nostro viaggio alla Locanda Severinospizzicando con le mani“, un’attività in cui come sapete ci dilettiamo spesso, ma che è anche il nome del piatto che ci viene servito: un bocconcino di menta avvolta dal lardo, una crostatina ai peperoni, una delicata frittellina alle alici e delle coscette di rana in aria di mela.

Il piatto “scarpetta d’estate” ci ha incuriosito e ci ha portato dritti al secondo caposaldo della filosofia di Vitantonio; ovvero la tradizione, dalla quale è partito e alla quale si ispira nelle sue squisite ricette. Pane disidratato al pomodoro con crema di mozzarella e peperoni ghiacciati, un piatto che ha il sapore dell’estate dei nostri antenati.

L’omaggio alla Certosa” ci ha condotti al terzo caposaldo della Locanda Severino; ovvero l’innovazione: ci è stata servita una melanzana bruciata cotta a bassa temperatura con caprino, ostrica e lavanda. L’aroma affumicato si lega perfettamente al profumo di lavanda e la freschezza della granatina di ostrica rinfresca il palato lasciando una piacevole sensazione che ricorda le salinità marine.


Quando ci siamo accomodati lo chef Lombardo aveva la nostra curiosità, ma dopo questi primi piatti è cresciuta diventando attenzione completa. Il primo piatto che abbiamo scelto è un mix di culture perfettamente riuscito: “Nord by Sud“, riso di semola pastificio Gentile alle fragole Candonga con blu di pecora e Taurasi. Cremoso e bilanciato il blu di pecora equilibra perfettamente il piatto in una mantecatura da applauso.


Siamo nel sud Italia e qui i ravioli sono un’istituzione, ne abbiamo trovato una rappresentazione magistrale alla Locanda Severino: ravioli al limone con gamberi di fiume, latte di lardo e zucchine; al taglio la ricotta all’interno dei ravioli si è unita alla bisque di gamberi per un connubio davvero armonioso.

Siamo arrivati al secondo piatto credendo di non poter più essere stupiti, e invece siamo statismentiti da un “galletto pepper e Campari“: il Campari gelificato dona la nota amara alle patate e alle teneri carni eleggendo questo piatto a nostro preferito.

Un piccolo pre-dessert di gelato ai peperoni e cioccolato fondente ci ha portati dritti dritti ad una sfera imperfetta di cioccolato bianco, pasta kataifi, albicocche e menta. Un gioco di consistenze che non dimenticheremo facilmente, tra il croccante della pasta kataifi e il morbido cioccolato.


Il nostro percorso si è concluso con un’assortimento di frutta secca e frutta fresca e con i saluti dello Chef Vitantonio, che ci ha confessato che non smette mai di sognare. Se nei suoi sogni ci sono questi piatti glielo auguriamo davvero!