Il Cilento è una terra dalle mille risorse legate in particolare al suo territorio eterogeneo che va dalle bellissime coste fino a sfiorare i 2000 m. sulla vetta del Cervati. Grazie al clima mite che coccola questo luogo per gran parte dell’anno il Cilento offre tantissimi prodotti di altissima qualità e in questo articolo vi proponiamo i 10 prodotti cilentani da non perdere, più uno per stuzzicare la vostra fantasia oltre che il palato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 – MOZZARELLA INDA A MORTEDDA

Partiamo subito dall’alto ovvero dalle alture di Novi Velia, Montano Antilia e Laurito dove pascolano le mucche che con il loro latte permettono la produzione della “mozzaralle inda a mortedda“: nella pasta consistente della mozzarella si ritrova l’aroma dell’erba dei monti cilentani. I fasci di mirto accolgono queste pepite bianche e, oltre a conferire alla mozzarella un ottimo profumo, ne valorizzano anche il sapore.
Per chi volesse assaggiare questa autentica bontà il momento giusto è durante la sagra della Mozzarella inda a mortedda a Novi Velia, quest’anno dal 18 al 22 agosto.

credits: gamberorosso

2 – ALICI DI MENAICA
Dalla montagna al mare per un prodotto d’eccellenza: le alici di Menaica. Pisciotta è la patria di questa antica tecnica di pesca che si pratica utilizzando una particolare rete che si chiama proprio “menaica”. Le maglie larghe della menaica consentono non solo di pescare solo gli esemplari più grandi ma anche il dissanguamento delle alici in mare. Il risultato è una carne bianca e corposa. E’ possibile acquistare questo prodotto, presidio slow food, presso il laboratorio Aura o Alici di Menaica o degustarle in riva al mare da U Malazzenu ru Spagnuolo.

3 – CECI DI CICERALE
Sul blasone di Cicerale troviamo la scritta “terra quae cicera alit” (terra che nutre i ceci). E’ grazie alla coltivazione tradizionale che si pratica in questo lembo del Cilento che oggi possiamo assaporare il gusto deciso di questo legume, che dà il meglio di se nelle zuppe e nelle creme. I ceci di Cicerale hanno un aspetto dorato con delle sfumature color nocciola. Che cosa hanno di diverso dagli altri? Scopritelo voi stessi assaggiandoli proprio a Cicerale.

credits: spaghettitaliani

4 – PANE DI ROFRANO

C’è un borgo, Rofrano, incastonato ai piedi del massiccio del Cervati, dove ancora oggi la produzione del pane parte dalla coltivazione del grano. Sono tante le realtà cilentane che stanno dando grande importanza alla riscoperta dei grani antichi e delle tecniche di coltivazione tradizionali. Basti pensare al Palio del Grano di Caselle in Pittari che quest’anno giunge alla XIV edizione. A Rofrano il pane è parte integrante della cultura alimentare e a testimoniare la qualità del prodotto c’è La spigola d’oro che oggi vanta diversi punti vendita sparsi in tutto il Cilento ma che nasce proprio qui, a Rofrano.

5 – PROSCIUTTO DI CASALETTO SPARTANO
Al pane, si sa, si accompagna molto bene il prosciutto. Noi vi proponiamo il Prosciutto di Casaletto Spartano, una vera chicca! Le famiglie del comune di Casaletto ancora oggi allevano una specie particolare di suini che si nutrono, come vuole la tradizione, di ghiande e degli avanzi dei pasti quotidiani (la ghiotta) e come ben sapete i cilentani mangiano bene! La conservazione delle carni è affidata al sale e al pepe e la stagionatura al clima di Casaletto. Per assaporare questo salume avete due opzioni: farvi invitare ad un matrimonio a Casaletto, dove si tiene solitamente la cosiddetta “prosciuttata” oppure recarvi nella vicina Morigerati all’osteria dei Compari dove il prosciutto di Casaletto non manca mai.

6 – SOPPRESSATA DI GIOI
Altro companatico, ormai simbolo del Cilento, è la Soppressata di Gioi. Questo è l’unico salume lardellato della Campania, il suo tratto distintivo è infatti il filetto di lardo posto all’interno della carne color rosso rubino che risalta grazie al bianco marmorizzato del lardo, che contribuisce a donare un sapore dolce al salume. Visitate il borgo di Gioi calandovi nei panni dell’emigrante e approfittatene per acquistare la soppressata presso la Macelleria Ersilia Barbato
Gioi (Sa), via Garibaldi 38 tel. 0974 991292

credits: cilentoholidays

7 – FAGIOLO BIANCO DELLA REGINA DI MONTANO ANTILIA

Ci spostiamo nel basso Cilento dove, affacciati sulle terrazze di Montano Antilia che guardano al Monte Bulgheria, seccano al sole i fagioli bianchi della regina. Grazie alla neonata Compagnia del Fagiolo questo legume viene coltivato secondo un rigido disciplinare stilato secondo la tradizione. Le caratteristiche principali di questo legume sono la forma rotonda, il colore bianco e l’altissima digeribilità data dalla buccia sottile.

8 – CACIORICOTTA DEL CILENTO
Altro presidio Slow Food che proviene direttamente dalla tradizione contadina. il Cilento è terra di pastori che allevano le proprie capre immerse nella macchia mediterranea. Il cacioricotta a seconda della stagionatura assume una consistenza più o meno dura e un sapore più o meno forte. Noi lo adoriamo sui fusilli al ragù e sulla pizza fritta ma anche a fine pasto è eccezionale. Se passando dal Cilento volete farne scorta andate da Amaltea di Filomena Merola, molto di più che una semplice azienda agricola casearia.
Montano Antilia (Sa), via G. Bovio tel. 320 7046546 fm.amaltea@yahoo.it

9 – CARCIOFO BIANCO DEL TANAGRO
La zona di Pertosa è famosa per le grotte di origine carsica, ma noi oggi vi vogliamo parlare di un’altra opera d’arte che proviene da Pertosa e Auletta: il carciofo bianco. Chiamato così per il suo colore è totalmente privo di spine e ottimo da mangiare crudo con un filo d’olio vista la sua tenerezza. Approfittate di una visita alle grotte e recatevi in una delle numerose aziende agricole che lo producono.
Pietro Gaito, Auletta (Sa) Contrada Pisciolo tel. 0975 392769 347 6742957 pgaito66@inwind.it

credits: rosmarinonews

10 – FICO BIANCO DEL CILENTO

Dulcis in fundo: il “fico bianco del Cilento“. Il frutto ha una consistenza pastosa e un gusto molto dolce. In passato il fico veniva considerato un cibo povero; i contadini lo portavano nei campi come spuntino o fine pasto. Oggi il fico bianco del Cilento occupa un posto d’onore sulle tavole di tutta Italia in particolare in concomitanza con le feste, preferibilmente ‘mbuttunato o ricoperto di cioccolato. Ma la ricetta tradizionale è quella che lo vuole “steccato” ovvero infilato su due spiedini di legno e fatto essiccare. In molte case cilentane lo troverete fatto dalla nonna ma la boutique del fico da queste parti è senza dubbio Santomiele a Prignano Cilento.

credits: carnevaliluigi

+ 1 LA MANTECA

L’ultimo prodotto di cui vogliamo parlarvi è una rarità, probabilmente non tutti i cilentani lo conoscono. Si tratta della Manteca anche detta burrino; apparentemente sembrerebbe un caciocavallo ma all’interno c’è un panetto di burro (la manteca) che si ottiene dal siero residuo della lavorazione della cagliata. Reperire la Manteca può essere difficoltoso ma molto spesso si trova dai produttori di caciocavallo, alcuni sono:

  • Cicco Di Buono di Franco Valiante San Nicola di Centola (Sa) Via Nazionale Tel. 0974 939932
  • Agriturismo Erbanito San Rufo (Sa) Via Palizzo Tel. 0975 395348 – 333 9526790

Noi amiamo spalmarla sul pane e mangiarla al naturale ma date libero sfogo alla vostra creatività e magari fateci sapere se scoprite interessanti abbinamenti!