Affacciato sul mare del Golfo di Policastro, alle falde del maestoso monte Bulgheria, sorge il piccolo borgo di Bosco, frazione del comune di San Giovanni a Piro, a pochi chilometri dal paese marinaro di Scario. Immerso nella verde natura del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, Bosco racconta una storia di passione e libertà. Nei labirinti delle sue stradine, vicoli, passaggi, scalinate e piazzette, gli echi del suo coraggioso passato rincorrono le orecchie di chi vuole ascoltare.

bosco

Conosciuta all’inizio della sua storia come Villa San Pietro, Bosco venne fondata da un gruppo di monaci basiliani che costruirono il Cenobio di San Nicola, oggi soltanto chiesa parrocchiale. Col tempo la zona divenne un centro culturale molto importante e il paese crebbe per la ricchezza della terra. Durante la metà del Cinquecento venne saccheggiato dai Saraceni, sorte che toccò a molti altri paesi della costa cilentana. Preludio forse a quello che accadde durante i Moti Cilentani del 1828 quando Bosco venne incendiata per tre volte per essersi ribellata al dominio dei Borboni. Ricordo di quelle lotte è il bellissimo murales con 192 mattonelle in maiolica, opera del maestro José Ortega di cui vi abbiamo parlato qui, che ci accoglie appena arrivati.

Particolare_maioliche_Ortega_Bosco

Siccome la giornata è bella calda, decidiamo di scendere subito alla fontana pubblica del Sambuco, sorgente di acqua per tutti gli abitanti del paese e non solo che, almeno una volta a settimana, vengono a riempire le loro bottiglie in un rito tradizionale che dura ormai da generazioni. Proseguendo per la stessa stradina, oltrepassiamo la fontana con il lavatoio in via Mola che, un tempo ma forse ancora oggi, ospitava le massaie del paese nel loro quotidiano lavoro col bucato. Di qui, ci addentriamo nelle viuzze dell’antico borgo che si srotolano lungo il perimetro tondeggiante di una collinetta dalla quale Bosco domina il Golfo e le campagne circostanti.

Fontana pubblica_lavatoio_Bosco

Fontana_Sambuco_Bosco

Se ci capitate di buon mattino, sentirete il profumo del bucato appena steso ad asciugare e il vociare delle signore che fra una faccenda e l’altra si scambiano una battuta da finestra a portone, o un pezzo di torta da poco sfornata. La passeggiata percorre scalinate, si abbassa sotto i portici e gli archi in pietra, si rialza ad ammirare i toni di luce e colori fra le facciate delle case. Il silenzio e la quiete di alcuni angoli lasceranno la voce al canto degli uccelli e a qualche pigolio delle galline in cortile.

Veduta_Bosco

Arco_portale_vicoS.Rosalia

Non è una favola di altri tempi. Bosco è davvero così. Sembra di camminare in uno spazio in cui il tempo decelera il ritmo e cede il passo alla lenta riscoperta delle tradizioni di vita del Cilento più bello. Fra l’odore di passata di pomodoro che bolle in pentola, o del pane appena sfornato, arrivate fino alla chiesa di San Nicola, costruita sul limite del crinale della collina. Da qui si gode di una vista strepitosa sul Golfo e sul Monte Bulgheria che sovrasta tutto l’abitato. Da questa stessa piazza si accede alla casa-museo dell’artista spagnolo José Ortega, esule in queste terre per molti anni a causa della dittatura franchista.

Piazza_chiesa_San Nicola_casa Ortega_Bosco

CasaOrtega_cortile laterale_ingresso_Bosco

Da qui decidiamo di percorrere la strada laterale, via San Nicola, che da dietro la chiesa offre una veduta insieme delle case del paese che si affacciano sui campi coltivati. Fra qualche gatto assonnato e un cagnolino che ci rincorre, percorriamo stretti vicoli ricchi di fiori e piante, abbelliti da un gusto semplice e genuino che ci restituisce l’essenza vera di questi luoghi e delle sue tradizioni. Il centro storico è tutto così, stretto in un gomitolo di stradine che si aprono sui campi e che respirano in piazza San Rocco, sede dell’omonima chiesa dedicata al santo patrono che si festeggia fra il 16 e il 18 agosto.

Chiesa San Rocco_Bosco

La vostra passeggiata non durerà molto perché Bosco è davvero minuscola. Oltre a visitare le chiese, il museo Ortega, le fontane e fotografare il panorama, quello che vi consigliamo di fare è di sedervi e di immaginare Bosco com’era qualche anno fa. Non vi sarà difficile perché Bosco nel tempo ha lasciato intatte le sue tradizioni e il suo stile di vita. La tranquillità di questi luoghi e l’affabilità dei loro abitanti è la stessa che caratterizzava, e lo fa ancora oggi, lo scorrere della vita qui sotto all’ombra del Bulgheria.

Vicoli_Bosco

Il Cilento da vivere e riscoprire trova in Bosco un simbolo delle antiche usanze locali da rivalutare e valorizzare. Passeggiare fra le sue stradine significa percorrere un sentiero a ritroso nel tempo che ci riporta alle nostre radici, a quelle di una vita semplice e genuina che ritroviamo ancora in alcuni angoli nascosti della nostra bella terra.

Scale in pietra_Bosco

Ritornando a casa, salutiamo Bosco da lontano e la rivediamo ancora lì, stesa tranquilla protetta dal monte Bulgheria e rivolta al mare.

Bosco_veduta

Quel gruppo di case da qui sembra ancora più stretto e unito, come la comunità che lo abita, legata al suo importante passato e custode delle tradizioni cilentane più profonde.

 Testi e foto di Sara Marotta