In un tiepido pomeriggio invernale, a spasso senza meta come spesso ci piace fare, stavamo percorrendo la SS18 che tanti viandanti ha accompagnato nell’attraversare il Cilento da Nord a Sud e viceversa. Abbiamo attraversato Montano Antilia ammirando il monte Bulgheria ed il mare calmo alle sue spalle, ci siamo immersi nei castagneti secolari che circondano il borgo di Cuccaro Vetere che si staglia, inconfondibile, arroccato sulla sua altura, e ci siamo diretti verso nord. Poco prima dell’arrivo a Vallo della Lucania non abbiamo potuto fare a meno di svoltare a destra attirati da una luce profumata che filtrava tra gli uliveti pianeggianti che accolgono i passanti prima di entrare nel cuore di Novi Velia.

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Spesso si arriva da queste parti per inerpicarsi verso il Santuario della Madonna del Sacro Monte che ogni anno accoglie migliaia di fedeli. Sono tanti i cilentani che, seguendo gli antichi sentieri dei pellegrini, ancora oggi raggiungono il santuario a piedi.

Noi abbiamo deciso di fermarci alle pendici del monte Gelbison per godere di Novi Velia alla luce del tramonto.

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Il paese è raccolto ai piedi della torre Longobarda che osserva dall’alto il borgo e tutto il territorio circostante.

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Attirati dalla sua maestosità abbiamo deciso di iniziare il nostro tour puntando dritti alla vetta della torre. Senza distogliere lo sguardo dalla luce rosa che illuminava il monte Gelbison al di sotto delle poche nuvole che facevano capolino sulla cresta, abbiamo costeggiato il Convento dei Celestini per raggiungere la piazzetta che si trova proprio al di sotto della torre e nella quale fa bella mostra di sè il portale in pietra dell’ex castello dei Baroni di Marzano.

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Siamo saliti fin sotto le mura della torre dalla quale abbiamo goduto della vista su tutta la vallata circostante fino al mare in cui si era appena immerso un sole rosso fuoco.

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Ci siamo riempiti i polmoni e gli occhi dell’aria limpida di dicembre e abbiamo continuato la nostra visita imboccando le viuzze più strette che si dipanano poco più in basso rispetto al vecchio complesso baronale e puntano dritte verso il cuore di Novi Velia.

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Lungo il breve tragitto abbiamo potuto ammirare degli androni che si aprono dietro a stupendi portali in pietra che introducono negli edifici più antichi.

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Tra i tanti edifici degni di nota ci siamo soffermati sul palazzo vescovile, nel quale vi consigliamo di affacciarvi per lasciarvi stupire sia dalla vista che si gode dall’interno che dalla bella architettura, e sulla Chiesa di Santa Maria dei Greci. Oggi la chiesetta non ha più questa funzione ma resta un luogo di culto importante nella storia di Novi Velia la cui fondazione si deve ai monaci Basiliani. Assieme a queste bellezze architettoniche fanno capolino dei quadri estemporanei di colori improvvisi disegnati da panni stesi e auto in attesa.

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Abbiamo continuato a percorrere i vicoletti fino ad arrivare all’imbocco di un piccolo passaggio che, un po’ come la tana del Bianconiglio, ci ha introdotti nella Piazza delle Meraviglie: Piazza dei Longobardi.

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Il colpo d’occhio è quello di un film in bianco e nero. I palazzi in pietra, il bar del centro, la vecchia insegna dell’ufficio postale e la Chiesa di Santa Maria dei Longobardi. In pochi metri quadrati la nostalgia sincera dei borghi cilentani unita al loro immenso fascino.

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Nostalgia da queste parti non fa rima con tristezza, ma con tradizioni e autenticità. Caratteristiche che è possibile ritrovare unite a tanta buona musica e buon cibo durante il festival degli antichi suoni che solitamente si svolge durante i primi giorni di settembre e che nel 2015 abbiamo inserito tra gli eventi assolutamente da non perdere dell’estate cilentana.

Nel parlare di eventi enogastronomici è obbligatorio, sostando a Novi Velia, citare la sagra della “mozzarella re murtedda” (o, come si dice in altri comuni cilentani “mozzarella inda a murtidda“) che celebra questa pietanza tutta cilentana che trova le sue origini tra i comuni di Laurito, Montano Antilia e, naturalmente, Novi Velia.

Abbiamo ripreso il cammino verso l’ingresso del paese non prima di esserci concessi un’ottima bevuta alla caratteristica fontana collocata proprio all’imbocco della piazza.

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Ci siamo lasciati alle spalle il centro storico di Novi Velia percorrendo l’ampio corso che permette di accedere al borgo e che ci ha regalato un ultimo panorama con le ultime luci del giorno.

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Una passeggiata conciliante e rigenerante, assolutamente da ripetere.

Testi e foto di Raffaele Lia