Nel primo weekend in cui l’afa estiva ci ha dato una tregua dopo tempo, ci siamo sentiti finalmente pronti per affrontare una gita del tutto particolare, che desideravamo fare da tempo. Nonostante in quest’occasione ci siamo spinti un po’ oltre i nostri confini abituali, abbiamo deciso di raccontarvi lo stesso della nostra gita nel Vallo di Diano sia perché questo è storicamente, antropologicamente e territorialmente vicino al nostro Cilento – come testimonia l’unione nel Parco Nazionale che comprende, appunto, Cilento, Vallo di Diano e monti Alburni – sia perché avevamo voglia di condividere un modo nuovo, ma comunque affascinante e rispettoso, di entrare in contatto con le bellezze che il territorio che ci circonda ci offre.

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Dopo aver imboccato l’autostrada Salerno-Reggio Calabria in direzione Salerno, siamo usciti a Padula, per un giro culturale che ci ha portati a visitare la famosa Certosa di San Lorenzo, la più grande d’Italia, e assoluta perla di questo territorio, in grado di raccontare a noi visitatori una ricca storia che risale al 1300 e che ancora risuona, nei Chiostri, nella Chiesa, nelle Sale del Capitolo e del Tesoro, nelle oasi di pace dei giardini e nelle cellette visitabili, della vita dei monaci che l’hanno abitata.

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Come al solito, noi abbiamo manifestato un particolare interesse per la cucina, in questo caso davvero maestosa, e abbiamo immaginato, con il rammarico per non averla potuta assaggiare, quanto sarà stata bella la leggendaria frittata dalle mille uova, preparata per Carlo V e il suo esercito, di ritorno dalla battaglia di Tunisi nel 1535. Siamo sicuri che avremmo apprezzato la cucina dei monaci e che il nostro stomaco si sarebbe fatto valere anche accanto ai soldati e re!

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Naturalmente, non è stata la prima volta che abbiamo visitato la Certosa di Padula, ma ogni volta è un piacere attraversare la Storia, entrando nelle varie sale e nei suggestivi spazi all’aperto, che conciliavano meditazione e preghiera.

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E’ stata invece la prima volta anche per noi, la tappa al battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte.

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Sebbene si trovi a pochi metri dalla più celebre Certosa, non avevamo mai avuto modo di visitare questo edificio probabilmente risalente al V secolo d.C. che risulta completamente circondato dall’acqua:

Battistero_San Giovanni in Fonte_Padula_

la particolarità di questo luogo è infatti proprio la sua posizione, che lo rende l’unico battistero al mondo ad utilizzare la fonte sorgiva su cui esso è stato costruito come acqua per somministrare il sacramento del Battesimo ai catecumeni: il gioco di riflessi e l’architettura della struttura che doveva inglobare al proprio interno la vasca battesimale alimentata dall’acqua sorgiva rendono quest’edificio una vera sorpresa nella nostra particolare gita, che da storico-culturale si è poi trasformata in naturalistico-avventurosa!

Battistero_San Giovanni in Fonte_Padula

Infatti, riprendendo la macchina per un breve tratto, siamo giunti a Pertosa, dove, a pochi passi dall’ingresso delle grotte, ci aspetta il team di Campobase, un gruppo di esperti e amanti della natura che hanno fatto della propria passione un emozionante lavoro. Dopo averci opportunamente istruiti e dotati della specifica attrezzatura, ci hanno infatti accompagnati sul fiume Tanagro per un’intensissima esperienza di rafting!

Rafting_Tanagro_Campobase

Abbiamo affrontato rapide e piccoli salti lungo il fiume, mentre Stefano, la nostra guida, ci mostrava le bellezze di questo tratto di territorio, raccontandoci della vegetazione e della fauna tipica del luogo, indicandoci i numerosissimi e particolarissimi uccelli che ci accompagnavano, e dandoci indicazioni su come affrontare il Tanagro, con rispetto, ma senza eccessive paure: il terrore iniziale ha infatti lasciato pian piano spazio al divertimento, agli schizzi e alla meraviglia di fronte allo spettacolo della natura!

Il rafting, in questo tratto di circa 4 km, è un’esperienza adatta anche ai bambini e con il procedere della navigazione siamo ritornati tutti un po’ più piccoli, lasciandoci prendere dagli scherzi, dalla voglia di divertirci in modo semplice e genuino e di indicarci l’un l’altro le piccole bellezze nascoste in ogni angolo di fiume.

Rafting_Tanagro_Campobase.org

Dopo una giornata così intensa e stancante, non poteva mancare una meritatissima serata all’insegna del riposo e del cibo: ritornati, infatti, al centro rafting, i ragazzi di Campobase ci hanno concesso il loro spazio esterno con vista sul fiume per una piacevolissima grigliata, grazie alla quale la stanchezza accumulata è immediatamente scomparsa, per lasciare spazio solo all’allegria di aver trascorso una così bella giornata!

Testi di Serana Caracciolo, foto di Serena Caracciolo e Campobase.org