Se come noi non siete mai stanchi delle cene all’insegna delle degustazioni, allora vi consigliamo di seguirci alla locanda Le Cocole a Moio della Civitella. Questo agriturismo si trova in uno dei borghi più interessanti del Cilento, che ospita infatti un Museo della Civiltà Contadina diventato significativo per la storia della cultura cilentana. Ma ormai da qualche anno, Moio strizza l’occhio anche alle arti e alla vocazione turistica: proprio qui si tiene tutti gli anni Mojoca, festival degli artisti di strada, diventato in breve tempo uno degli appuntamenti più frequentati dell’estate cilentana. Per celebrare la manifestazione, anche la Locanda Le Cocole espone alle sue pareti dei quadri che raffigurano il “mangiafuoco”, simbolo del festival.

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La serata alla quale abbiamo partecipato era organizzata dal cilentanissimo Antonio D’Agosto, che avete già conosciuto insieme a noi sotto le vesti di Cibbì. Nel corso della degustazione abbiamo assaggiato tre ottimi vini, che intrecciavano storie davvero particolari. La serata si inseriva nel progetto “Cibbì incontra l’arte“, che mira ad unire le più varie espressioni artistiche e culturali in un connubio rigorosamente cilentano.

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Lucente, prodotto dall’azienda vitivinicola Carmine Botti, è il nome del primo vino che abbiamo assaporato: uno spumante brut che ha stuzzicato simpaticamente il nostro appetito. Per soddisfare il nostro languorino la madre di Pasquale Ruggiero, il proprietario de Le Cocole, ci ha deliziati con ben due piatti di antipasti tipici cilentani: il primo prevedeva una focaccina e alcune bruschette condite con peperoni e lardo di colonnata igp mafalda (vi assicuriamo che, insieme al pane caldo, il lardo si scioglieva in bocca); il secondo una mozzarella ind’ a murtedda (avvolta in rametti di mirto), formaggio stagionato con il miele e capocollo paesano.

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Dopo questo primo assaggio, Cibbì ci ha presentato Valentina Pilerci, la giovane artista che ha disegnato l’etichetta dei due vini dei Viticoltori De Conciliis con i quali abbiamo continuato la degustazione. Valentina ci ha raccontato di come Antonio D’Agosto sia riuscito ad esaudire un suo desiderio: celebrare la nascita dei suoi gemelli collaborando con la celebre cantina. Ed è così che è nato il Vino Tre (bianco e rosso), la cui etichetta è stata disegnata a tre mani: quella di Valentina e quelle dei suoi due bimbi. Il disegno è mininal, ma allo stesso tempo denso di particolari, e rappresenta una finestra su una tavola cilentana, non a caso apparecchiata per tre, con sopra con un decanter, uva e pane.

Il vino bianco Tre si lascia bere amabilmente e non sovrasta la fumante pasta e fagioli che ci viene servita per accompagnarlo. Considerando la serata piovosa, vi assicuriamo che questo piatto ci ha rimessi al mondo!

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Per gustare i secondi siamo passati al vino rosso, che ha accompagnato divinamente i grandi classici che noi cilentani amiamo tanto: salsiccia e broccoli, peperoni imbottiti e una parmigiana di melanzane che anche se fuori stagione non ci è dispiaciuta affatto!

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A conclusione della degustazione ci è stato servito il dolce, una torta al limone semplice e squisita come l’accoglienza della famiglia Ruggiero.

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A fine serata, tra una chiacchiera e l’altra, abbiamo scoperto che il nome “Le Cocole” deriva da un soprannome attribuito anni fa alla famiglia Ruggiero per indicare la loro casa, dove nascevano, appunto, le cocole, ovvero i cavoli. E come per un segno del destino i cavoli sono nati spontaneamente anche nelle aiuole della locanda!

Locanda le Cocole
via Giacomo Leopardi
Moio della Civitella 84060
0974 271923 – 349 8242456
aperto a pranzo, chiuso il mercoledi.