Sorseggiando una birra in spiaggia, godendo del sole di un caldo pomeriggio di inizio luglio, stavamo discutendo di dove ci saremmo rifocillati di lì a poche ore. La scelta era come sempre ardua: dirigerci in collina per un buon tagliere di salumi nostrani oppure rimanere sulla costa e scoprire quali prelibatezze i pescatori avevano riportato a terra.

La brezza della sera che portava con sè il profumo del mare ci ha convinti ad optare per la costa e la scelta di mangiare pesce non è mai sbagliata quando la destinazione è la Taverna del mozzo a Marina di Camerota.

La taverna del mozzo_locale

Nel locale, piccolo ma accogliente, si distingueva il banco del pesce nel quale facevano bella mostra i tranci di tonno, le pezzogne, i gamberi, gli scorfani e quanto di meglio il mar Tirreno aveva messo a disposizione dello chef.

La taverna del mozzo_banco del pesce

Oltre al pescato, l’attenzione per la materia prima ed il rispetto del territorio era subito riconoscibile nella dispensa a vista di prodotti tipici cilentani che spesso abbiamo incontrato nel nostro peregrinare. Le conserve Maida Vastola e il pescato sott’olio del laboratorio Aura, le alici di menaica di Marina di Pisciotta e i ceci dell’azienda agricola Nicola Tancredi. Tutte etichette garanzia di qualità che aiutano ad esaltare il menu.

La temperatura era ideale per una cena all’aperto, così ci siamo accomodati ad un tavolo sul lungomare ed abbiamo iniziato a studiare il menu senza rinunciare a un bel bicchiere di Kratos che ci ha accompagnato alla prima proposta del Mozzo: una lattuga di mare con tonno marinato in salsa di soia, una entrée delicata ma al tempo stesso con un carattere ben definito che ci ha stuzzicato il palato.

La taverna del mozzo_appetizer

Dopo questo inizio offerto dallo chef Davide Mea che, assieme alla moglie Assunta, è l’artefice di questo bel progetto culinario, ci siamo subito resi conto che la serata sarebbe stata ricca di soddisfazioni perché in cucina non c’era un mozzo, bensì un vecchio lupo di mare che conosce alla perfezione la rotta da seguire.

Abbiamo continuato la nostra cena nel segno della tradizione con le alici di Menaica servite sul pane caldo con burro di bufala. Sapori decisi a confronto che risultano sposarsi alla perfezione in bocca.

La taverna del mozzo_bruschetta_alici

Abbiamo proseguito con una selezione di antipasti che comprendeva una tartare di tonno, un merluzzo mantecato con chips di Maracucciata, una zuppetta di seppia e triglia e un’alice ripiene di ricotta di bufala su coulis di pomodoro e peperone. Quest’ultima rivisitazione di uno dei pilastri della cucina tradizionale cilentana ci ha particolarmente soddisfatti e sintetizza la capacità della Taverna del Mozzo di associare l’amore per la terra alla capacità di sperimentare con gusto.

La taverna del mozzo_appetizer_pesce

La maracucciata (piatto preparato a base di maracuoccio) accompagnata al pesce è un altro piatto che tende a presentare la tradizione sotto una diversa forma,

La taverna del mozzo_maracucciata_pesce_cilento_camerota

Dopo l’alice ‘mbuttunata, un altro piatto che ha letteralmente rapito le nostre papille gustative, è stato il baccalà cotto alla piastra accompagnato con una zuppetta di ceci neri degli alburni: un tuffo nel Cilento più vero.

La taverna del mozzo_baccalà_ceci neri

L’acqua sale raffinato è stato eletto all’unanimità il piatto più godurioso della cena (e non era semplice vista la concorrenza): pane bagnato nei gamberi con burrata di Andria, pomodorini confit, gamberi rossi scottati e acqua di pomodoro. Applausi.

La taverna del mozzo_fresella

Non ci crederete ma a questo punto avevamo appena terminato gli antipasti e non potevamo andare via senza avere almeno assaggiato i primi e quel magnifico pescato del banco. Abbiamo optato per lo spaghettone alla chitarra con gamberi rossi locali alla fine del quale ci siamo contesi il piatto per la scarpetta!

La taverna del mozzo_spaghetti_gamberi_cilento

La taverna del Mozzo non è solo un ristorante. Qui lo street food è di casa ed il cuoppo è uno dei piatti forti e non avremmo potuto fare a meno di assaggiarlo. La frittura era asciutta e croccante e, se non avete il tempo di sedervi a tavola, una frittura da asporto è un’ottima soluzione per passeggiare sul lungomare di Marina di Camerota.

La taverna del mozzo_frittura_pesce_camerota_cilento

Ma noi non avevamo fretta e dopo aver gustato la frittura al piatto, memori del bancone ammirato all’ingresso, non abbiamo rinunciato ad una ricca grigliata di pesce.

La taverna del mozzo_grigliata_pesce_cilento

Il lupo di mare che si nasconde dietro ai fornelli non si smentisce neanche sul dolce proponendoci una ricottina di bufala con noci e fico bianco del Cilento che abbiamo accompagnato a un bicchierino di passito.

La taverna del mozzo_dolce

Finita la cena, soddisfatti per avere apprezzato sia il cibo che la cortesia della taverna, ci siamo concessi una bella passeggiata sul lungomare di Marina di Camerota salutando da lontano il Mozzo e augurandogli una rapida carriera in nave!

Testi e foto Carmela Luongo

Taverna del Mozzo, Cuopperia Bioshop
Via Lungomare Trieste 95 (porto di Marina di Camerota)
Tel. 0974. 932774