Il cielo plumbeo e una Villammare semi-deserta non ci hanno impedito di trovare il nostro posto al sole. Dove? Alla Cantinella sul Mare!

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Ci attende al nostro arrivo, impeccabile come sempre, il padrone di casa Mario Riccardi, che qui assume anche il ruolo di competente sommelier. Il nome Cantinella non è casuale, ma è stato scelto per richiamare la vera e propria funzione del locale: una cantina dove al posto dei quadri si trova un’intera parete riservata ai migliori vini italiani e internazionali. Eh già… Perché la magia di questo ristorante sta nel saper esaltare le eccellenze cilentane, ma non solo! Qui la co-proprietaria Lorenza Riccardi crea in cucina accostamenti di sapori scevri dai regionalismi. 

Per cominciare Mario ci ha ammaliati con delle bollicine e subito dopo ci ha servito come amuse-bouche una polpetta di pesce (sempre diverso in base al pescato del giorno) su riduzione di yogurt della Tenuta Vannulo (altra eccellenza del territorio), maionese di barbabietola, valeriana e un bicchiere con crema di friarielli (peperoncini verdi) ed alici fritte. Non ci era mai capitato di mangiare le alici in questo modo, e per non farci mancare nulla abbiamo anche spalmato la crema di friarielli avanzata sul pane handmade che ci era stato servito (una selezione di quattro varietà: nero di seppia, ‘nduja, semi di papavero e classico).

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Come antipasto non poteva mancare il famosissimo cappuccino, una crema di patate con seppia al nero servito al bicchiere.

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Abbiamo proseguito con un tortino di alici su pomodoro a specchio e un carpaccio di salmone su fettine di arancia, valeriana e riduzione di yogurt Vannulo. Per completare quest’ultimo piatto, il maître Mario ci ha proposto una spolverata  di cacao direttamente dalla bacca che, vi assicuriamo, era da applauso!

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Infine, la vera sorpresa di questo pranzo: la mattonella di gamberi rossi con sfogliatella aperta, fior di ricotta di bufala su pane raffermo rinvenuto di Nemoli e colatura di alici. Le consistenze, l’accostamento cromatico, i sapori opposti ma armoniosi di questo piatto esprimono tutta la passione per il buon cibo e la ricercatezza del risultato finale.

mattonella_gamberi

Abbiamo notato con piacere che la filosofia della Cantinella è quella di far sentire il cliente un vero e proprio ospite, e di accompagnarlo nel corso dell’intera degustazione: ogni piatto ci è stato illustrato con calma e gentilezza in modo tale da farci gustare al meglio i profumi e i sapori della cucina.

I primi piatti in lista possono accontentare tutti i gusti: ad esempio si può ordinare il risotto con gamberi e fragole, accostamento coraggioso ma ben riuscito, in quanto l’aspro della fragola compensa la dolcezza del riso. Per i più tradizionalisti, consigliamo spaghetti con alici, capperi e olive.

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Gli strascinati con gamberi e pomodori freschi, dove si sente l’influenza della vicina Basilicata.

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Il nostro Gewurztraminer alsaziano, con il suo bouquet floreale, ci ha condotti gentilmente ai secondi piatti, illustratici a voce da Mario (non sono presenti sul menu in quanto tutto dipende dal pescato del giorno).

In occasione della nostra visita la proposta andava dai gamberi con pomodoro e tartufo nero all’aragosta, ma siamo rimasti colpiti dalla stracciatella di uova in brodo di vongole e tartufo nero. All’uscita dalla cucina, i profumi di questo piatto si sono propagati nell’aria inebriando tutta la cantina…

stracciatella_cantinella

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Per gli amanti della carne, lo chef propone tagliate tenerissime e croccante pancetta ai pinoli.

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Ma è con il dessert che le nostre papille gustative si sono scatenate! Consigliamo senza alcun dubbio di provare il bicchiere di yogurt Vannulo, che nasconde al suo interno una chicca alle carote con granella di pistacchio, accostamento che abbiamo trovato geniale!

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Per chiudere in bellezza abbiamo ordinato anche una classica creme brulèe ed un dolce preparato al momento proprio per noi: un tortino di pan di spagna ricoperto di crema alle more, squisito nella sua semplicità.

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Non poteva mancare con l’arrivo dei dolci un gradito suggerimento del sommelier, che ci ha consigliato di assaggiare un Armagnac dell’82: una vera magia! Siamo rimasti colpiti dal decanter, dal colore, dal profumo (che cambia note col trascorrere dei minuti) e, naturalmente, dal sapore…

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Al termine del nostro pranzo abbiamo ordinato un semplice caffè per concludere il pasto. Ma qui alla Cantinella non c’è nulla di scontato e anche il caffè ci è stato servito, come tutte le altre portate, adoperando una mise en place elegante e raffinata.

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Siamo usciti salutando lo staff della Cantinella e abbiamo notato che tra le nuvole aveva fatto capolino un raggio di sole che si specchiava sul mare. Così come i piatti del pranzo anche questo ci è sembrato un dipinto raffigurante un meraviglioso spettacolo: Villammare!

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Buon appetito!

Testi e foto di Carmela Luongo