Un’anima ribelle, tante leggende e una posizione strategica e incantevole. Rannicchiata alle falde del Monte Bulgheria, Celle ha esercitato sempre un certo fascino sul forestiero. Qui, infatti, hanno trovato rifugio i tanti costretti a fuggire da invasioni o vessazioni di varia natura, come la famiglia del Canonico De Luca, illustre cellese, fuggita da Policastro in seguito a un’invasione piratesca.

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“U paisi, ‘na vota, era ‘a li Castagnùli … ma lu distruggèro li ‘ffurmìculi”: così i cellesi raccontano le origini del proprio paese, che deve il suo nome a una colonia di bulgari che qui si stanziarono nel 680 d.C. e agli eremi medievali di rito bizantino che chiamavano “celle” i luoghi del loro ritiro.

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La nostra passeggiata inizia da Piazza Umberto I, dominata dalla Chiesa di Santa Maria delle Nevi, edificata nel 1751.

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Se la trovate aperta, potrete contemplare la statua delle Santa Protettrice posta nella nicchia centrale alle spalle dell’altare maggiore. È molto suggestiva, poiché sono tante le leggende che ruotano intorno ad essa. I cellesi, infatti, raccontano che “la Madonna non vuole essere spostata da dov’è, tanto è vero che, se si prova a farlo, diventa così pesante che nemmeno cento uomini forzuti riuscirebbero a muoverla”.

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Un particolare molto interessante è che l’ingresso delle Chiesa non è posto verso la piazza ma è laterale. Questo accade poichè la piazza, che non è circondata da palazzi e gode di un ampio respiro, non ha mai rappresentato il “centro” del paese, o un punto di ritrovo.

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Salendo verso la località Crocevia, percorriamo “u ‘ndestino”, una fitta rete di vicoletti stretti e tortuosi che costituiscono il centro storico di Celle di Bulgheria.

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I maestosi portali in pietra che potrete ammirare lungo il percorso, nascondono al loro interno ciò che più caratterizza questo piccolo borgo: le corti. Esse sono un’evoluzione delle celle e, oltre a svolgere un ruolo difensivo, rappresentano ciascuna una piccola piazza. Erano tutte provviste di un pozzo o di una cisterna, e munite di forno e altri vari strumenti da utilizzare.

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Proseguendo la nostra passeggiata tra i vicoletti abbiamo incontrato un antichissimo palazzo, con un maestoso portale che reca ancora lo stemma di famiglia: qui è nato Antonio Maria De Luca, il cellese più noto leader carismatico della rivolta cilentana del 1828. Canonico della cattedrale di Policastro, carbonaro sia durante che dopo il ventennio di dominazione francese e membro del parlamento salernitano del 1820, fu incarcerato dai borbonici nel 1798. Riuscì a ritornare nella sua amatissima Celle, che cercò di difendere fino alla fine. Sotto la minaccia borbonica di radere al suolo il borgo, così come era già accaduto a Bosco, De Luca si consegnò. Fu fucilato a Salerno il 24 luglio 1828.

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Dopo aver girovagato per Celle di Bulgheria, andando alla ricerca di un po’ di fresco, potrete uscire dal centro abitato e recarvi presso la fontana “A Jaculina”, che registra sempre un’escursione termica di un paio di gradi in meno rispetto al centro abitato. Dissetatevi e rilassatevi.

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Tornando a casa, abbiamo incontrato un’altra fontana, che funge ancora da lavatoio: le antiche usanze sono ancora molto vive in noi cilentani!

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Buona passeggiata!

Foto e testi di Maria Ilaria Iuliano