La tradizione è un aspetto fondamentale della cultura cilentana. Come sapete amiamo parlarvi degli usi e dei costumi della nostra terra, oggi però vi portiamo in un luogo che strizza l’occhio alla modernità. Stiamo parlando di Aquadulcis a Massa, dove la ristorazione cilentana incontra l’innovazione.

Lo Chef  Vincenzo Cucolo sperimenta e  stupisce i suoi ospiti. Potrete ammirare la sua maestria nel preparare ogni piatto del menu grazie alla cucina a vista. Dalla scelta degli ingredienti all’impiattamento saprete ogni segreto delle pietanze che assaggerete (naturalmente qualche trucchetto lo chef lo terrà per se).

Entrando nel bel locale abbiamo subito apprezzato la magia del luogo, sembra  quasi di immergersi in un racconto fiabesco. Il ruscello che scorre a pochi metri dalla struttura in pietra ha fatto da sottofondo alla nostra cena. A completare il quadro sognante ci ha pensato il mulino presente all’interno del locale.

Abbiamo Iniziato con un aperitivo di benvenuto che ci  viene presentato come finger food e un bicchiere di vino bianco della tenuta Cobellis che si sposa benissimo con le alici pisciottane.

Nota sicuramente positiva per la brigata è stato il pane artigianale che ci è stato servito ancora caldo e che ci ha permesso di assaporare l’ottimo olio extra-vergine d’oliva utilizzato.

Tra gli antipasti abbiamo scelto un cappuccino di baccalà composto da una spuma di mozzarella di bufala con una nota croccante data dai taralli di Valva e una spolverata di cacao. Oltre al sapore ci ha sorpreso la varietà di consistenze in questo piatto, anzi in questa tazza, tutte perfettamente bilanciate tra di loro. Eravamo appena all’inizio ma non abbiamo potuto fare a meno di bissare.

Prima di tuffarci tra i primi abbiamo assaggiato anche delle polpette di carne con blu di pecora e gocce d’olio: morbide e fritte alla perfezione!

Lo chef ha giocato con la tradizione e con i nostri ricordi proponendoci un risotto cacio e pepe con pop-corn di cotica e zeste di limone. E’ evidente che dietro ad ogni piatto c’è una ricerca continua di sapori da equilibrare nel modo migliore.

Tra i secondi uno dei piatti più gettonati è il piccione con il suo paté accompagnato da un’insalata di songino e melograno con nocciola di Giffoni. Un piatto davvero gustoso e la cottura del piccione è magistrale, difatti le sue carni rimangono tenere e umide senza stancare il palato.

Nel menu ci ha incuriosito il maialino in porchetta con cime di rapa, senape e mela annurca. L’amaro delle cime di rapa e l’aspro della senape accompagnano perfettamente il sapore della carne bianca il tutto ben dosato con la nota dolce della mela annurca. Un agrodolce cilentano davvero molto buono.

Abbiamo chiuso questo bellissimo percorso culinario con due dolci per non farci mancare nulla:  crème brulée alla vaniglia con frutti di bosco e gelatina al limoncello; mousse al cioccolato con crumble di mandorle, cachi e fior di latte di bufala.

Da Aquadulcis nulla è lasciato al caso,  la cura dei particolari nell’arredamento si ritrova nell’accoglienza e, naturalmente, nelle creazioni dello chef. Qui ci si ispira al passato prospettando un luminoso futuro.